Bilancio e Relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria

Bilancio 2018 Crédit Agricole Vita S.P.A.  

Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2018 di Crédit Agricole Vita S.p.A. evidenzia un utile lordo (ante imposte) pari a 51.529 migliaia di euro e un utile netto (dopo imposte) pari a 41.394 migliaia di euro.

Tale risultato è stato determinato principalmente dal positivo andamento tecnico, anche in virtù di una raccolta lorda che ha raggiunto 3.528.155 migliaia di euro e di una raccolta netta che ha raggiunto 1.930.921 migliaia di euro.

Il risultato risente altresì dell’esercizio della facoltà, prevista dalla Legge n. 136 del 17 dicembre 2018 così come disciplinata dal Regolamento IVASS n. 43 del 12 febbraio 2019, di valutare i titoli assegnati al comparto non durevole al valore iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2017 ovvero, per i titoli non presenti nel portafoglio al 31 dicembre 2017, al costo di acquisizione, fatta salva la perdita di valore di carattere durevole. L’esercizio di tale facoltà, concessa alla luce della turbolenza dei mercati finanziari nel corso del 2018, consente infatti di rappresentare in maniera più corretta l’andamento economico della Compagnia nell’esercizio. L’effetto della sua applicazione nel bilancio di Crédit Agricole Vita è pari a +249.528 migliaia di euro al lordo dell’effetto fiscale e +172.623 migliaia di euro al netto dell’effetto fiscale.

I premi lordi contabilizzati al 31 dicembre 2018 ammontano a 3.528.155 migliaia di euro, in aumento rispetto al dato del 2017 (variazione: +24%).

 

 

Il quadro economico generale

A differenza del 2017, anno molto positivo per l’Eurozona poiché si è contraddistinto per una ripresa economica generalizzata che ha coinvolto in misura più marcata anche i Paesi mediterranei, compresa l’Italia, il 2018 sarà ricordato per le difficili trattative per l’uscita della Gran Bretagna dalla Comunità Europea e per la preoccupazione destata dalla situazione dell'Italia sia dal punto di vista politico che economico. I dati di crescita negativa del PIL italiano del terzo trimestre dell’anno (-0,12%) e i segnali negativi di diversi indicatori macroeconomici a livello internazionale in un clima di sfiducia generalizzato per la tenuta stessa dell’Euro, hanno portato il livello di spread del Btp rispetto al Bund a 326 bps; livello ben lontano dal record toccato nel 2011 (+ 548 bps) ma, comunque, molto preoccupante per gli effetti che avrebbe potuto generare sulla tenuta del sistema bancario.

Fortunatamente, il compromesso trovato con la Commissione europea sulla crescita del bilancio statale italiano, ha velocemente fatto rientrare il rendimento dei Btp italiani a livelli di spread più sostenibili, anche se ben superiori a quelli di inizio anno (250 bps contro 160 bps).

Anche il livello assoluto dei tassi di interesse, in analogia a quanto successo per gli spreads, ha subito rialzi rispetto a quelli di fine 2017.

Sul piano della politica monetaria, il 2018 non è stato un anno che ha riservato molte soprese: la Fed ha alzato, come da programma, quattro volte il tasso di sconto portandolo da 1,5% a 2,5%; mentre la BCE ha mantenuto una politica monetaria espansiva lasciando il tasso di rifinanziamento a -0,4% e completando a dicembre l’acquisto di titoli di stato sul mercato secondario, portando il bilancio della Banca Centrale al record di 2.600 Mld di euro. In questo contesto, i rendimenti delle obbligazioni di emittenti con buona solvibilità creditizia dell’Area Euro si sono mantenute su livelli simili a quelli del 2017.

Per quanto riguarda le performance dei mercati finanziari nel 2018, la maggior parte dei mercati azionari regionali e settoriali che compongono l'indice MSCI World ha chiuso l'anno in territorio negativo, così come i titoli di stato e gli indici obbligazionari societari. Solo la forza del dollaro, che nel 2018 ha guadagnato il 5% nei confronti dell’euro, ha permesso a molti investitori europei di conseguire rendimenti positivi (in euro) dai loro investimenti.

L’andamento del mercato azionario è stato contraddistinto da due fasi. Un pacchetto di stimoli fiscali straordinari ha dato forte impulso alla crescita degli utili delle aziende americane nel corso della prima parte dell’anno, creando le basi per una chiusura del 2018 molto positiva degli indici azionari statunitensi. Sorprendentemente, invece, l’ultimo trimestre dell’anno si è rilevato essere uno dei peggiori trimestri degli ultimi anni per l’azionario americano che ha trascinato al ribasso anche le altre borse mondiali (-11,7% Eurostoxx50, -14% S&P500, Hang Seng -7%). Ciò è imputabile al nervosismo degli operatori di mercato che hanno visto nella revisione al ribasso della crescita delle principali economie mondiali il segnale di una possibile fine del ciclo economico favorevole e i presupposti per l’inizio di una fase di contrazione dopo circa 10 anni di crescita ininterrotta.

Per quanto riguarda le economie dei Paesi emergenti, queste hanno risentito l’effetto di un calo del valore delle materie prime, in particolare del petrolio che nell’ultimo trimestre dell’anno è passato da una quotazione sopra gli 80 dollari al barile a un minimo di 50 dollari al barile.

Per quanto riguarda la seconda economia mondiale, la Cina, questa sembrerebbe entrata in una fase di maturità del suo ciclo di sviluppo economico, che perdura da diversi anni con tassi superiori al 6%: gli indicatori anticipatori cinesi, quali la debolezza nella vendita di automobili, unito a un clima di incertezza dovuto alle imprevedibili conseguenze di una guerra commerciale con gli Stati Uniti, solo in parte mitigati su buoni dati sulla crescita nel settore dell'edilizia privata, sono stati causa di un forte nervosismo che si è tradotto in una elevata volatilità dei mercati azionari

L'andamento del mercato assicurativo vita italiano nel 2018

Nel corso del 2018 la nuova produzione del mercato vita italiano ha raggiunto 99.327 milioni di euro, in diminuzione dell’1% rispetto al 2017.

Dal punto di vista del mix produttivo, la nuova produzione del mercato assicurativo vita italiano evidenzia una performance negativa su tutti i comparti ad eccezione del multiramo e polizze vita tradizionali che invece registrano un incremento rispetto allo scorso anno.

Il segmento della bancassicurazione, in cui la Compagnia opera, pur confermando un calo complessivo della produzione (-1%), registra un incremento particolarmente positivo sul comparto Multiramo.