Bilancio e Relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria

Bilancio 2016 Crédit Agricole Vita S.P.A.

Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2016 di Crédit Agricole Vita S.p.A. evidenzia un risultato lordo (ante imposte) pari a 18.552 migliaia di euro e un utile netto (dopo imposte) pari a 16.948 migliaia di euro.

Tale risultato è stato determinato principalmente:

-     dal positivo andamento tecnico, anche in virtù di una raccolta lorda che ha raggiunto 3.124.045 migliaia di euro e di una raccolta netta che ha raggiunto 1.278.875 migliaia di euro;

-     dall’impatto negativo delle rettifiche di valore nette sugli investimenti non durevoli, complessivamente pari a -51.110 migliaia di euro: -48.343 migliaia di euro relative a titoli azionari, -2.448 migliaia di euro relative a fondi comuni di investimento, +6.386 migliaia di euro relative ad obbligazioni non durevoli e -6.705 migliaia di euro relative ad altri investimenti finanziari;

-     dalla sopravvenienza attiva (+4.425 migliaia di euro) registrata a seguito degli ulteriori incassi (dopo quelli del 2015) dalla procedura concorsuale della banca islandese Glitnir Banki, a fronte di strumenti finanziari che erano giunti a scadenza nell’esercizio 2009 senza dar luogo al rimborso del capitale.

I premi lordi contabilizzati al 31 dicembre 2016 ammontano a 3.124.045 migliaia di euro, in diminuzione rispetto al dato del 2015 (variazione: -15%).

Il quadro economico generale

Nel 2016 l’Eurozona ha vissuto un periodo di modesta ripresa, nonostante lo “shock” della Brexit, grazie agli stimoli monetari della BCE che hanno sostenuto i prestiti bancari.

I consumi restano il principale fattore di crescita della produzione del settore manifatturiero che ha spinto il PIL dell’Area Euro al +1,8% su base annuale. In particolare, il PIL italiano continua a essere in miglioramento, seppure a piccoli passi, con una tendenza sul 2016 verso l’1%.

La deflazione nell’Area Euro, registrata nei primi mesi dell’anno, è stata aggravata dall’effetto deflattivo provocato dal crollo del costo dell’energia; in particolare, il prezzo del petrolio è sceso sotto i 30 dollari al barile, livello più basso degli ultimi 12 anni. Tuttavia, nel secondo semestre tale pericolo si è ridimensionato grazie alla politica di espansione della base monetaria e alla ripresa dei prezzi dei prodotti petroliferi. In particolare, il piano di acquisti di titoli sul mercato secondario della BCE è stato confermato e si protrarrà almeno fino a dicembre 2017, mentre i prezzi del greggio sono risaliti a un livello inaspettato, andando a superare i 50 dollari al barile, anche a seguito della decisione dell’OPEC di contingentare la produzione.

Il 2016 è stato contraddistinto da una serie di eventi che sono stati percepiti dagli operatori finanziari come elementi di aumento dei rischi sul fronte politico ed economico: il referendum per la cosiddetta Brexit, l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, le recenti turbolenze del settore bancario europeo, il referendum costituzionale italiano e il possibile rialzo dei tassi d’interesse USA. Tuttavia questi eventi, sebbene abbiano generato un aumento della volatilità dei mercati finanziari, non hanno innescato alcuna spirale negativa.

Questo contesto economico ha spinto la Fed a intraprendere un più deciso piano di rialzo dei tassi d’interesse, aumentando a dicembre il tasso di sconto di un ulteriore 0,25%. La divergente politica monetaria perseguita dalle due principali Banche Centrali e l’incertezza sul futuro della Comunità Europea dopo il referendum sulla Brexit, hanno avuto effetti significativi sul mercato dei cambi, con il deprezzamento dell’Euro rispetto al dollaro, da cui hanno beneficiato i maggiori esportatori dell’Eurozona e in particolare la Germania.

Lo spread dei Paesi Periferici dell’Area Euro contro il Bund è in aumento rispetto al 2015; in particolare l’Italia e il Portogallo si sono dimostrati i Paesi più vulnerabili poiché, a differenza di altri Paesi come la Spagna, la ripresa economica stenta a produrre effetti tangibili sul contenimento del loro livello d’indebitamento.

Sebbene gli spread siano in aumento, in valori assoluti, i rendimenti dei Btp non hanno subito sostanziali differenze da inizio anno.

Per quanto riguarda il continente asiatico, in Giappone le prospettive economiche sono migliorate grazie alle continue misure monetarie e fiscali, all’aumento dell'occupazione e alla crescita salariale che hanno sostenuto la spesa pubblica e privata. Anche i timori relativi all’economia cinese si sono attenuati alla luce dei robusti dati sui consumi e sulla produzione industriale che ha invertito il trend negativo degli ultimi tre anni. Preoccupano tuttavia i rischi rappresentati dal boom immobiliare, che potrebbe indurre le autorità a non adottare nuove misure di stimolo.

Infine, per quanto riguarda i mercati emergenti si è osservata una ripresa economica sostenuta dalla spesa al consumo e dall’aumento del prezzo delle commodities, in particolare il petrolio.

Tra i pochi mercati azionari che hanno registrato un rendimento decisamente negativo nello scorso anno, c’è proprio quello italiano che ha chiuso il 2016 con una perdita del -10,2%.  Questo risultato negativo è stato principalmente determinato da speculazioni ribassiste contro l’intero sistema creditizio italiano, motivate dall’incertezza sull’esito del piano di salvataggio di alcune banche in difficoltà. La decisione del governo italiano di intervenire per evitare che i risparmiatori subiscano una decurtazione dei loro risparmi, a seguito dell’applicazione del bail-in, decisione ratificata dalle Istituzioni Comunitarie, ha costituito un’importante prova della capacità della politica europea di trovare una soluzione alle difficoltà in cui verte un suo Paese membro.

 

L'andamento del mercato assicurativo vita italiano nel 2016

Nel corso del 2016 la nuova produzione del mercato vita italiano ha raggiunto 101.393 milioni di euro, in diminuzione del 7% rispetto al 2015.

Dal punto di vista del mix produttivo, la nuova produzione del mercato assicurativo vita italiano evidenzia una performance negativa su tutti i comparti ad eccezione del multiramo che invece registra invece un incremento rispetto allo scorso anno.

Il segmento della bancassicurazione, in cui la Compagnia opera, pur confermando un calo complessivo della produzione, registra un incremento sui comparti unit-linked e PIP e una performance particolarmente positiva sul comparto delle multiramo.